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Nuovo Decreto Amianto: Limiti 10 volte più severi e mappatura obbligatoria.

Posted by amAdmibienta in News | 0 comments

21.04.26

L’entrata in vigore del D.Lgs. 213/2025 segna una svolta storica nella gestione del rischio amianto in Italia. Il decreto, recependo la Direttiva UE 2023/2668, introduce standard di sicurezza molto più elevati e nuovi obblighi per datori di lavoro, proprietari e committenti.

Ecco i punti fondamentali che richiedono la tua attenzione immediata:

1.Limiti di esposizione ridotti di 10 volte

Il valore limite di esposizione professionale (VLEP) è sceso drasticamente da 0.1 a 0.01 \text{ f/cm}^3. Questo significa che le procedure di protezione e i DPI devono essere ricalibrati per garantire una protezione dieci volte superiore rispetto al passato.

2. Mappatura preventiva obbligatoria

Non è più consentito “scoprire” l’amianto durante le lavorazioni. Prima di avviare qualsiasi intervento di manutenzione o ristrutturazione (specialmente in edifici pre-1992), il datore di lavoro deve eseguire un’indagine preventiva. In assenza di documenti certi, è obbligatorio incaricare un operatore qualificato per un esame tecnico prima dell’inizio del cantiere.

3. Priorità alla rimozione

La normativa introduce una gerarchia chiara: nella valutazione del rischio, deve essere data priorità assoluta alla rimozione dell’amianto rispetto a soluzioni conservative come l’incapsulamento o il confinamento, ove tecnicamente possibile.

4. Tracciabilità per 40 anni

Considerata la lunga latenza delle patologie, il decreto impone l’obbligo di conservare la documentazione relativa all’esposizione, alla formazione e alla sorveglianza sanitaria per un arco di 40 anni. I dati devono inoltre essere trasmessi in modalità telematica agli organi di vigilanza.

5. Svolta tecnologica nel 2029

Mentre fino al 2029 sarà ancora utilizzabile la microscopia ottica tradizionale, dal 21 dicembre 2029 diventerà obbligatorio l’uso della microscopia elettronica (SEM/TEM). Questa tecnologia permetterà di rilevare anche le fibre sottilissime (inferiori a 0.2 \mu m), finora invisibili ai conteggi standard.

Quali sono i rischi?

Le sanzioni sono state pesantemente inasprite. L’omissione della valutazione del rischio può comportare l’arresto fino a 6 mesi o ammende che superano i 9.000 euro. Per i proprietari e committenti inadempienti, oltre alle sanzioni amministrative, resta il rischio di gravi responsabilità civili e penali in caso di esposizione di terzi.

Cosa fare ora:

  • Aggiornare il DVR: integrare i nuovi limiti di esposizione e le procedure analitiche.
  • Audit preventivi: censire i materiali prima di ogni intervento edilizio o impiantistico.
  • Formazione: aggiornare i lavoratori sulle nuove tecnologie di contenimento delle fibre.

Per approfondimenti o per pianificare un audit tecnico presso la vostra sede, restiamo a vostra completa disposizione.

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